La strana strategia dei 5 Stelle in Regione

La strana strategia dei 5 Stelle in Regione

La strana strategia dei 5 Stelle in Regione

Caro direttore, in questi ultimi tre anni di Consiglio regionale i colleghi del M5S si sono prodotti in encomiabili sforzi, messi in campo - immaginiamo - con enorme dispendio di energie, sia fisiche che mentali, per addivenire a risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che si chiamano occupazione coatta dell'aula, abituale abbandono dei lavori consiliari, puntuale astensione da tutti i provvedimenti di cui non sono riusciti a vantare la primogenitura, uno spruzzo di accuse di complottismo a Pd e Forza Italia, così ciclicamente, che ci sta sempre bene e lunghi, lunghissimi discorsi in Commissione e Consiglio con una stridente vocina da disco rotto, con annesso utilizzo di toni e temi triti e ritriti. Così se un consigliere di opposizione propone al governo regionale un emendamento alla Finanziaria o al suo Collegato al Bilancio che risponda a delle esigenze del territorio, tipo un'emergenza del sottosuolo come quella di S. Antimo per capirci, è d'accordo con De Luca; se un esponente, mettiamo il caso di Forza Italia, denuncia l'assenza su un tema locale e cruciale come il terremoto ad Ischia, citando l'inoperoso governo gialloverde, è da attaccare con accuse che lambiscono anche la sfera personale; parimenti, se qualcun altro in Consiglio regionale, che non sia iscritto al gruppo M5S, propone temi che tradizionalmente sono stati terreno di conquista di Casaleggio e compagni (ambiente e incendi), viene tampinato con mozioni e ordini del giorno portati in aula all'ultimo minuto per rivendicare la paternità del tema. Per non parlare poi dell'eventualità che qualche forza politica rimproveri per pressappochismo esponenti grillini del Governo: si alzano in volo i caccia pentastellati campani che, come i tanto vituperati F-35, sono pronti a bombardare a suon di comunicati e post sui social gli infedeli oppositori del Di Maio di turno, anche quando questi (come nel caso del ministro alla Sanità Giulia Grillo) utilizza la carta mediatica dell'Esercito in ospedale.

Ecco, questa è la filosofia dell'azione 5 Stelle in Regione. Un «Centro studi», fatto di persone preparate e laboriose, che prestano con abnegazione la loro opera professionale a personale politico composto da solisti in competizione, gli uni contro gli altri armati, in gara per far prevalere la miglior caricatura in chiave regionale della propaganda Cinque Stelle nazionale. Un modo per scimmiottare i propri beniamini romani. È chiaro che anche quest'intervento, che vuole essere una riflessione sui fatti, condito sicuramente da un pizzico di amarezza per delle persone che, ad inizio legislatura, sembravano voler portare una ventata di novità in Consiglio ma che ora si sono avvitate su se stesse, dimostrandosi eterodirette e più attente a rendicontare la propria azione ai leader nazionali e al pubblico dei social che alla gente, sarà oggetto di dura reprimenda da parte dei consoli campani Saiello e Ciarambino, la cui contraerea - ne sono sicuro - è già all'opera. Diranno che siamo la vecchia politica e che non ci siamo voluti tagliare gli stipendi. Che abbiamo i vitalizi e che non vogliamo rinunciare ai privilegi. Peccato. Peccato perché questa forma di sonnambulismo a cui siamo oggi condannati dallo strapotere, sopratutto al Sud, di tale corrente di pensiero è uno schiaffo che il Meridione non meritava. Di errori ne sono stati fatti tanti negli anni, questo sicuramente, ma si è sbagliato facendo, proponendo ed assumendosi le proprie responsabilità; si è sbagliato discutendo in aula e non occupandola e facendo così prevalere soltanto la propria voce; si è sbagliato accodandosi, se per giusta causa e per il bene dei cittadini, a provvedimenti altrui e non per questo sbagliati all'origine. Ecco, sta tutta qui la differenza, sottile ma netta, tra chi, come l'opposizione di centrodestra in Consiglio regionale, ha evidenziato le falle del governo De Luca restando sui temi, al merito delle questioni, ai fatti e chi invece, come i colleghi 5 Stelle, va cercando ogni giorno smaniosamente un argomento, un'emergenza, uno scandalo su cui mettere il cappello. Per chi ha fatto giuramento di fedeltà, senza leggere le carte, approfondire i loro comportamenti, comprendere i reali obiettivi, questa strategia vale e dà anche i frutti sperati. Ma per tutti gli altri, per quelli che come noi non hanno aderito al pensiero unico, al verbo del "vaffa", il disco si è rotto e ora si fa fatica anche soltanto ad immaginare dove vorranno appoggiare nelle prossime ore, giorni, mesi questo cappello..

Commenta subito l'articolo con Facebook

Close